Giovedi’, 14 maggio, alle ore 18:00
Facolta’ di Studi Umanistici, Universita’ del Litorale, aula »Tramontana«
Capodistria, Piazza Tito 4
A tal fine abbiamo invitato l’architetto palestinese-britannico Antoine Raffoul, che nel corso della sua carriera pluridecennale ha lavorato specificamente nel campo dell’architettura e del patrimonio culturale. Antoine Raffoul è membro del Royal Institute of British Architects (RIBA) e dell’organizzazione internazionale ICOMOS (UK), organo consultivo per la tutela del patrimonio culturale presso l’UNESCO. È il fondatore della piattaforma online 1948 Lest We Forget, che documenta e presenta la storia della Nakba, nonché coordinatore del concorso Reconstruction of Palestinian Villages, incentrato sulla conservazione del patrimonio architettonico palestinese.
All’evento, Raffoul presenterà la sua visione della ricostruzione di Gaza come regione palestinese ricca di monumenti storici e di architettura tradizionale palestinese. La sua idea deriva dal diritto internazionale e da una riflessione critica sui tentativi finora compiuti per risolvere il conflitto, che in 78 anni non hanno portato a una soluzione giusta, ma si sono rivelati falsi, fuorvianti e, da ultimo, hanno portato al genocidio.
Nella sua conferenza fornirà innanzitutto una breve panoramica storica della Palestina e di Gaza come sua parte integrante. In tale contesto, metterà in evidenza l’importanza di una narrazione storica basata su fonti di ricerca, che costituisce il punto di partenza per comprendere il piano di ricostruzione di Gaza. Il suo approccio si fonda sulla concezione della Palestina come spazio che appartiene a tutti i suoi abitanti, nonché a coloro che desiderano viverci in pace.
La conferenza sarà seguita da una discussione aperta.
L’evento è concepito come un’occasione per un dialogo aperto e uno scambio di opinioni ed è rivolto al pubblico ampio, in particolare ad architetti, studenti di architettura ed esperti nel campo della conservazione del patrimonio edilizio.
Organizzatori: Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale – in collaborazione con Kallipolis (Trieste, Italia), Movimento per i diritti dei palestinesi, Museo di Architettura e Design, Kallipolis e Divja misel.
Preghiamo gentilmente di iscrivervi all’evento tramite il formulario: https://forms.gle/7rNm34BnBQk3g49p6
Palestina libera: L’architettura della Resistenza
Petek, 15. 5. 2026, ob 18 h / Venerdi’, 15 maggio, alle ore 18:00
Muzej za arhitekturo in oblikovanje (Rusjanov trg 7, Ljubljana) / Museo di architettura e design di Lubiana
Mentre Gaza affronta una grave crisi umanitaria e la distruzione su vasta scala del suo patrimonio culturale e naturale, in Cisgiordania si espandono gli insediamenti illegali e aumenta la violenza contro i palestinesi. Con la demolizione dei quartieri, la distruzione delle campagne, delle infrastrutture pubbliche e del patrimonio culturale, stanno scomparendo le comunità locali, la loro memoria storica e le tradizioni che si sono formate nel corso dei secoli.
Nel contesto dell’opinione pubblica internazionale si stanno aprendo discussioni sempre più accese sul futuro e sulla ricostruzione di Gaza, ma alcune idee, come la trasformazione di Gaza in una destinazione turistica o in un’area residenziale di lusso, non tengono conto delle esigenze e dei diritti della popolazione locale e minacciano le possibilità di una ricostruzione sostenibile ed equa, che derivi dalle pratiche e dalla collaborazione delle comunità locali.
Presso il Museo di Architettura e Design, in collaborazione con il Movimento per i diritti dei palestinesi e la Facoltà di Studi umanistici dell’Università del Litorale, si terrà l’incontro con l’architetto palestinese-britannico Antoine Raffoul. La conversazione si concentrerà sulla questione del futuro di Gaza, sul ruolo dello spazio, dell’architettura e del patrimonio durante e dopo la guerra, sul ruolo delle istituzioni internazionali e sulla necessità di un loro coinvolgimento più attivo nella protezione e nella ricostruzione. A questo proposito, Raffoul sottolinea che i processi di ricostruzione devono tenere conto della comunità locale, della sua comprensione dello spazio, della storia e delle sue ambizioni per il futuro.
Il punto di partenza della conversazione sarà la visione di Raffoul per la ricostruzione di Gaza, basata sulla concezione della Palestina come spazio di tutti coloro che desiderano vivere in pace, nonché sul suo impegno pluridecennale per la ricostruzione del villaggio di Lifta, a ovest di Gerusalemme. Lifta, che è ancora minacciata di distruzione, è stata inserita nel 2015, anche con l’aiuto di organizzazioni architettoniche israeliane, nella lista provvisoria dell’UNESCO e nel 2018 nella lista del World Monuments Fund. Durante l’evento verrà proiettato un breve film d’animazione di Antoine Raffoul che mostra Lifta prima del 1948 e che, utilizzando tecnologie moderne, visualizza come potrebbe essere stata la vita nel villaggio.
Con questa discussione vogliamo aprire una riflessione su come la ricostruzione di Gaza possa andare oltre la semplice ricostruzione tecnica e diventare un processo che tenga conto delle dimensioni sociali, culturali e storiche dello spazio.
La discussione sarà moderata dalla dott.ssa Neža Čebron Lipovec, della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale.
L’evento è aperto a tutti e siete invitati ad ascoltare e a partecipare alla discussione.
BIO
Antoine Raffoul è un architetto palestinese-britannico, nato nel 1941 a Nazareth. Nel 1948 i sionisti lo cacciarono dalla sua casa di Haifa insieme a dieci membri della sua famiglia. La famiglia si stabilì temporaneamente in Libano, da dove non tornò mai più in Palestina, mentre la loro casa di Haifa fu demolita all’inizio degli anni Settanta.
Si è laureato in architettura all’Università dell’Illinois negli Stati Uniti (1968), per poi iniziare la sua carriera a New York presso lo studio Victor Gruen Associates sotto la guida di César Pelli. Nel 1971 si è trasferito a Londra, dove ha lavorato presso lo studio Ahrends, Burton and Koralek, per poi fondare il proprio studio di architettura, che ha guidato per oltre 28 anni. In quel periodo ha lanciato una campagna contro l’«architettura della cancellazione» in Palestina, chiedendo l’esclusione dalle associazioni professionali degli architetti che collaborano alla progettazione e alla costruzione di insediamenti ebraici illegali. È membro accreditato del Royal Institute of British Architects (RIBA) e membro delle organizzazioni ICOMOS, CIAV e della Royal Geographical Society.
Nel suo lavoro coniuga l’architettura, lo studio delle tradizioni vernacolari e l’impegno politico. Si dedica in particolare alle questioni relative al patrimonio culturale, al diritto al ritorno e alla cosiddetta «architettura della cancellazione» in Palestina. Nel 2007 ha avviato un’iniziativa per la conservazione del villaggio abbandonato di Lifta, vicino a Gerusalemme, che è stato successivamente inserito nella lista provvisoria dell’UNESCO e in quella del World Monuments Fund. È anche fondatore della piattaforma 1948 Lest We Forget e cofondatore del concorso internazionale per la ricostruzione dei villaggi palestinesi distrutti.
Partecipa attivamente alle attuali iniziative per la ricostruzione di Gaza, dove sostiene approcci basati sul rispetto della comunità locale e su una pianificazione territoriale equa. Tiene conferenze e pubblica articoli nel campo dell’architettura, della politica e del patrimonio culturale, e attualmente sta preparando un libro sui suoi viaggi in Andalusia, Marocco e nel Sahara algerino.

