Martedì 14 ottobre si è svolto il primo evento nell’ambito delle iniziative organizzate in occasione della XXVI edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo dal Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Capodistria.
Dopo i saluti istituzionali della direttrice del Dipartimento di italianistica, izr. prof. dr. Jadranka Cergol Gabrovec, e della Console Generale d’Italia a Capodistria, dott.ssa Simona Ciuffoni, che ha presentato il tema di questa edizione, la conferenza si è articolata in due momenti.
Nel primo intervento, la prof.ssa Elisabetta Pavan (UniCamillus, Roma) ha coinvolto il numeroso pubblico presentando percorsi glottodidattici che prendono spunto dalle icone del Made in Italy. Ha dimostrato come oggetti e prodotti emblematici della cultura italiana possono diventare stimoli comunicativi e trasformarsi in efficaci strumenti didattici per l’apprendimento linguistico.
La prof.ssa Paola Begotti (Università degli Studi di Padova – Ca’ Foscari Venezia) ha invece approfondito il ruolo dei giochi di parole in letteratura, mettendo in luce come essi siano espressione di creatività linguistica e presuppongano competenze comunicative avanzate. Numerosi riferimenti letterari entrano nella comunicazione quotidiana, dove l’atto creativo consente di riprenderli, adattarli e rielaborarli, rendendoli, a volte, più vicini ai contesti comunicativi contemporanei.
Mercoledì 21 ottobre si è svolto il secondo appuntamento del ciclo.
Il Dipartimento di Italianistica ha avuto il piacere di ospitare, all’interno del progetto Estensioni, la scrittrice Federica Marzi e la rappresentante della casa editrice Bottega Errante, Elisa Copetti, che ha pubblicato il libro La mia casa altrove. L’autrice ha dialogato con le studentesse, Sara Bržan, Giada Perabò, Iva Jovčić e Luana Vuok, coordinate dalla lekt. dr. Metka Malčič, dando vita a un confronto sui temi centrali del libro, in cui si intrecciano storie e identità legate alle aree di confine del nostro territorio. Con sensibilità e partecipazione, le studentesse hanno individuato alcuni dei passaggi e delle citazioni più significativi dell’opera, condividendo con l’autrice anche frammenti delle proprie storie personali.
La serata è proseguita presso il cinema Odeon di Isola con la proiezione del documentario Le ombre del silenzio/Sence tišine, diretto da Jure Kreft e Darko Sintič e realizzato nell’ambito del progetto RE 4 Healing: Crossborder Remembrance, Reconnection, Restoring and Resilience, sotto la guida di prof. dr. Katja Hrobat Virloget. Il documentario affronta il tema dell’identità, mettendone in luce la natura plurale, soprattutto nei territori di confine. A conclusione della proiezione si è tenuta una tavola rotonda che ha approfondito i temi emersi nel corso della serata. Sono intervenuti Paolo Fonda, psicoanalista, Erik Toth, antropologo e direttore del Cinema Odeon, Stefano Lusa, storico e giornalista, e Darko Sintič, regista, moderati dalla prof. dr. Katja Hrobat Virloget.




























